Al primo colloquio con la scuola vorresti raccontare tutto di tuo figlio. Il tempo, però, è poco e scegliere da dove iniziare può diventare difficile. Preparare una pagina di appunti ti aiuta a portare all’incontro ciò che conta di più.

Comincia da un episodio recente e dalla domanda che ti sta più a cuore. Racconta all’insegnante che cosa è successo e quale aiuto ha funzionato a casa. Chiedi poi come si comporta tuo figlio in classe. Da questo confronto potete scegliere insieme un primo passo.

Che cosa scrivere prima del colloquio

Prendi un foglio e annota ciò che vorresti far conoscere di tuo figlio. Parti anche da quello che gli piace. Magari passa molto tempo a disegnare oppure cerca volentieri la compagnia di un altro bambino. Sono informazioni utili per capire come coinvolgerlo nelle attività.

Passa poi alla situazione che ti preoccupa di più. Può essere la fatica del saluto al mattino, oppure il momento dei compiti. Scegli un episodio e descrivilo in poche righe. Accanto, scrivi che cosa avete già provato e come ha reagito.

Puoi chiedere anche a tuo figlio che cosa vorrebbe raccontare all’insegnante. Una domanda semplice, come “C’è qualcosa a scuola per cui vorresti una mano?”, gli permette di partecipare alla preparazione, secondo la sua età.

Racconta che cosa succede davvero

“Si distrae sempre” dice poco sulle circostanze. Un racconto preciso aiuta di più. Per esempio, se hai osservato questa situazione, puoi dire “Quando trova molti esercizi sul foglio si ferma. Se ne leggiamo uno insieme, riesce a cominciare”. L’insegnante potrà dirti se accade qualcosa di simile anche in aula.

Lo stesso vale per le capacità. Se tuo figlio inventa storie guardando le immagini, raccontalo. Quella passione può suggerire un modo per aiutarlo a esprimersi o a partecipare al lavoro di classe.

A casa e a scuola le condizioni cambiano. Chiedere esempi da entrambe le parti permette di capire meglio quando emerge una difficoltà e che cosa la rende più gestibile.

Quali domande fare all’insegnante

Scegli le domande in base a ciò che vuoi capire. Se la preoccupazione riguarda le amicizie, puoi chiedere “Con chi gioca durante l’intervallo?”. Se riguarda il lavoro in classe, prova con “Come possiamo aiutarlo a iniziare un esercizio?”.

Quando ricevi una risposta molto ampia, chiedi un esempio. “Mi racconta una situazione in cui è successo?” aiuta a capire il punto di vista dell’insegnante e a collegarlo alla tua esperienza.

Annota le risposte che ti sembrano importanti. Potrai rileggerle con calma, soprattutto se durante l’incontro ti senti in apprensione.

Scegliete un cambiamento piccolo

Prima di salutarvi, concordate una cosa da provare e quando parlarne di nuovo. “Vorremmo che fosse più autonomo” è un desiderio comprensibile. Per cominciare, serve scegliere una situazione precisa.

Se la difficoltà riguarda il materiale scolastico, per esempio, potete provare un breve promemoria con le immagini di ciò che serve. A casa lo userete per preparare lo zaino; l’insegnante valuterà come aiutarlo a organizzare il banco.

Dopo un periodo concordato, per esempio due settimane, confronterete ciò che avete osservato. Riesce a prepararsi più facilmente? Di quale aiuto ha ancora bisogno? Queste risposte serviranno a decidere come proseguire.

Come restare in contatto

Chiedi quale canale usare per gli aggiornamenti e in quali occasioni scrivere. Concordare questo passaggio rende più semplice la comunicazione e rispetta i tempi di lavoro della scuola.

Se avete opinioni diverse su un episodio, ripartite da ciò che ciascuno ha visto. Puoi chiedere all’insegnante di spiegarti la sua lettura e raccontare la tua. Una piccola strategia da provare insieme vi darà nuovi elementi per il confronto.

Al termine del colloquio, rileggi gli appunti e riassumi l’accordo in poche righe. Conserva anche la data del prossimo aggiornamento. Avrai un riferimento concreto per seguire ciò che succede nelle settimane successive.

Se preparare questo incontro ti mette in difficoltà, un professionista dell’educazione di Accanto può aiutarti a scegliere gli episodi da raccontare e a formulare le domande che riguardano tuo figlio.

Il perimetro di Accanto. Accanto opera sul piano educativo e pedagogico. Le valutazioni cliniche e le diagnosi competono ai servizi sanitari e ai professionisti abilitati.

Il riferimento di ricerca. La collaborazione tra famiglia e scuola è tra gli aspetti evidenziati da una revisione sulle prime transizioni scolastiche dei bambini con autismo e altre disabilità dello sviluppo. Gli esempi di preparazione proposti qui sono suggerimenti educativi da adattare alla propria situazione.

Vuoi preparare il colloquio con un professionista dell’educazione? Parlane con Accanto.